PONY PROTAGONISTI DEL SOGNO DI LIBERTÁ NEL CARCERE DI CIVITAVECCHIA

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Da un tragico evento nasce un’iniziativa virtuosa che il Settore Sport Equestri mette in campo in favore dei detenuti dell’istituto penitenziario

 

di Chiara Minelli

Un crine di cavallo unisce due case di reclusione: quella sarda di Is Arenas a quella laziale di Civitavecchia.

La storia comincia 2 anni fa nella brulla quanto meravigliosa Is Arenas: un carcere, un progetto ASI di formazione dei detenuti, un gruppo di cavalli e un maledetto incendio. Le fiamme si fanno minacciose e gli animali vengono liberati verso il mare affinché trovino scampo dal fuoco; scappano verso la salvezza e si salvano tutti. Tutti tranne uno. Il pony Jacco, travolto dalla fuga dei cavalli, riporta lesioni che lo condurranno alla morte nel giro di pochi giorni.

La vicenda, che ha fortemente toccato l’opinione pubblica ed il Settore Sport Equestri, ha generato nei mesi a seguire una serie di progetti virtuosi ed oggi il nome del piccolo Jacco è legato anche a quello di un’altra casa di reclusione: il carcere di Civitavecchia.

Già da tempo l’istituto penitenziario laziale ospita una candida pony femmina: Nora. La cavallina, che è affetta tra l’altro di un importante disturbo della vista, da oggi avrà finalmente compagnia: grazie allo sforzo congiunto di ASI Sport Equestri, Integrazione Sociale e Gruppo Idee è partito il “Progetto Jacco” (così denominato in ricordo del piccolo protagonista della vicenda sarda) che ha portato un secondo pony tra le mura del carcere di Civitavecchia.

I due pony, che hanno immediatamente familiarizzato sotto gli occhi curiosi di tutte le autorità intervenute, assolveranno a due compiti ben precisi che fanno parte della progettualità proposta ed accolta dalla Direttrice Patrizia Bravetti: oltre ad allietare la quotidianità degli ospiti del carcere, infatti, i pony saranno presenti durante le visite delle famiglie dei detenuti, mediatori ignari di relazioni non sempre facili, spesso in presenza di bambini, in un luogo inconsueto per incontri familiari.

Ma il compito di Mariuccio (questo il nome del pony protagonista) non si esaurisce qui; a breve infatti il Settore Sport Equestri ASI darà inizio ad un progetto di formazione rivolto ai detenuti con un corso di mascalcia. L’antica arte della mascalcia, patrimonio artigianale che da secoli accompagna l’uso del cavallo, ha caratterizzato l’ambito equestre dalla notte dei tempi sia in ambito militare che in ambito agricolo fino a giungere oggi all’area sportiva in cui maggiormente ritroviamo i nostri amati equidi. La cura del piede rappresenta la prima attenzione alla salute del cavallo e per questo lo studio della mascalcia consegnerà agli allievi del corso competenze tanto specifiche quanto importanti per la vita degli equidi. L’intento è quello di insegnare ai detenuti un mestiere ancora oggi in gran parte artigianale che possa aprire loro uno spiraglio in più sul mondo del lavoro, utile al momento del rilascio e del reinserimento in società: la figura professionale del maniscalco, infatti, è ancora oggi presente in tutte le scuderie e ricopre un ruolo specifico e necessario che richiede un attento studio ed una lunga pratica. Per questo il settore Sport Equestri ha stretto un accordo affinché all’interno dell’istituto penitenziario possa avviarsi un iter formativo completo in quest’ambito avvalendosi di tutte le  professionalità necessarie.

Presenti all’interno dell’istituto penitenziario di Civitavecchia, in occasione della cerimonia di consegna del pony Mariuccio, un folto gruppo di detenuti che, assieme alla Direttrice, hanno dato il benvenuto alle numerose autorità presenti tra cui il Consigliere Regionale Giuseppe Cangemi, il vicepresidente ASI Emilio Minunzio ed i rappresentanti del Settore Sport Equestri ASI, di Integrazione Sociale ASI e Gruppo Idee.

Ancora una volta il Settore Sport Equestri, da sempre aperto al sociale oltre che alla divulgazione della cultura equestre, si misura con un progetto di altissimo valore, la cui ricaduta sulla società non tarderà a dare i propri frutti.