LA SECONDA VITA DEL LUDICO ADDESTRATIVO IN ITALIA COMINCIA DA ASI

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Cambia la società ed assieme a lei le esigenze delle famiglie: ASI Sport Equestri risponde con una rinnovata attività studiata per i più piccoli  … e non solo!

 

… e poi la società è cambiata e con essa le famiglie: i ragazzi non sono più gli stessi di vent’anni fa, come è normale che sia, ma l’avvento delle generazioni dei nativi digitali ha ulteriormente contribuito ad accelerare i processi consegnandoci problematiche che troppo spesso ci trovano impreparati. Anche il mondo dello sport, come pure la scuola, la famiglia e la società in genere, ha dovuto modulare soluzioni nuove e sperimentarsi in modalità alternative. E l’Equitazione? Avendo ormai stabilito da più parti che questo sport possiede un valore educativo amplificato, è doveroso domandarsi quale contributo possa dare.

Per vent’anni in Italia le parole “Ludico Addestrativo” hanno fatto rima col nome di Jaques Cavè. Oggi ASI Sport Equestri decide di portarsi all’avanguardia e il Ludico Addestrativo …torna a far rima con Jaques Cavè. Oggi infatti il dipartimento è guidato da Ilary Manzone che, ormai da diverso tempo, ne coordina magistralmente tutte le attività; la necessità dunque di modulare la materia plasmandola sui tempi è nata dall’evidenza rilevata dalla stessa Manzone e dal Settore Sport Equestri tutto che sta proprio per questo attraversando un periodo di rinnovamento che coinvolge in maniera trasversale tutte le discipline. L’incontro con Jaques Cavè ha rappresentato la risposta giunta con tempismo alle esigenze rappresentate.

Il dipartimento Ludico Addestrativo di oggi è un comparto che ha radici profonde, affondate nel grande lavoro compiuto negli ultimi anni, ma che strizza l’occhio al futuro attraverso nuove metodologie. Lo stesso Jaques Cavè trova oggi in ASI Sport Equestri la rispondenza alla sensibilità del mondo contemporaneo dei ragazzi che necessita di una rinnovata attenzione; l’esigenza dell’adulto di reinventarsi per stare al passo del giovane di oggi è ben spiegata negli incontri che ASI sta organizzando con Cavè su tutto il territorio italiano di cui alcuni (nel Lazio e nella Lombardia) hanno già avuto luogo: la funzione sociale dello sport in genere e di quello per i più piccoli in particolare, è nota ormai ai più, pertanto la presa di coscienza delle nuove esigenze della società, non fa che indicare la corretta direzione verso cui espletare questo rinnovato peso sociale.

Per questo la formazione su Ludico firmata ASI/Cavè prende il nome di “metodologie didattiche e ludico addestrative”, perché “è la maestra di scuola che vi deve dire se il metodo funziona”: come infatti Jaques ama dire attraverso il ricorrente esempio della maestra, ciò che si fa all’interno del campo con i pony ha un aspetto ludico che si espleta sul momento dell’attività, ma deve avere un effetto educativo che, partendo dal momento stesso, deve poter uscire dal campo e mostrare i suoi effetti anche negli altri ambiti: ecco dunque che il riscontro deve arrivare oltre che dai bambini stessi, anche dalle famiglie e dalle scuole. Concentrazione, autonomia ed autostima sono le parole chiave della riuscita del nuovo settore ludico addestrativo.

La famiglia di oggi non corrisponde più alla fotografia fatta a quella di ieri: famiglie allargate, genitori entrambi impegnati e nonni molto più presenti. Questo il quadro di una famiglia che richiede che sia dia ai ragazzi una disciplina dimenticata negli anni, che può partire anche dallo sport. In quest’ottica il pony non è più solo un compagno di giochi, ma anche un saggio ed ignaro insegnante ed il Ludico perde un po’ della sua leggerezza per diventare una disciplina vera e propria; tanto che, anche i più grandi possono usufruirne, prolungando l’attività: oggi si deve poter giocare con profitto per lo sport e per la vita anche da adolescenti ed oltre.

Chiara Minelli.