Le mille sfaccettature del volteggio

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Ginnastica ritmica a cavallo? Acrobatica? Lavoro propedeutico a quello in sella? Unico sport equestre di gruppo? Sì, Volteggio è tutto questo.

Da sempre presente nella storia degli sport equestri, il Volteggio non è però stato compreso appieno in tutta la sua poliedricità e anche oggi la sua presenza nelle scuderie italiane è ridotta, mentre all’estero gode forse di una maggiore attenzione. Alcuni utilizzano il Volteggio per effettuare la messa in sella dei neofiti, prima di passare gli allievi ad una monta tradizionale con la sella; altri utilizzano la sua spiccata valenza in ambito di psicomotricità come valido strumento didattico per l’utenza più giovane d’età; altri ancora offrono al proprio centro un angolo di socializzazione attraverso questa disciplina che in effetti è l’unica in ambito equestre a coinvolgere una squadra di atleti con un solo cavallo.

Vale la pena ricordare quali sono i fondamenti su cui il Volteggio si basa allo scopo di comprenderne meglio le qualità. Si tratta di una disciplina che unisce l’amore per il cavallo alla ginnastica artistica acrobatica: l’istruttore, detto Longeur, si trova al centro di un circolo e gira un cavallo alla corda alle andature del passo o del galoppo; gli atleti si avvicinano al cavallo, percorrono alcuni passi accanto a lui, salgono (con aiuto o senza) ed eseguono degli esercizi: questi si dividono in obbligatori ( sequenze obbligate di natura tecnica ) e liberi ( sequenze di natura più spiccatamente artistica oltre che tecnica ) e possono prevedere da uno a 3 volteggiatori contemporaneamente. Il tutto nel rispetto del tempo assegnato e naturalmente della musica scelta. Si tratta dunque di uno sport che richiede una grande versatilità da parte dell’atleta il quale deve avere una preparazione sia ginnica completa che una equestre sufficiente a comprendere il compagno di squadra cavallo tanto nel momento della performance che nella sua vita quotidiana. Il Volteggiatore è dunque un atleta che si muove tra scuderia e palestra coniugando alle due competenze anche l’aspetto della socialità e del senso della squadra.

Ma se è vero che non sono molte le scuderie che prestano tutta la loro attività al Volteggio o anche solo una parte di essa, è anche vero che quelle poche realtà che vi si dedicano con passione danno spesso esempio di perizia e sono ambiente fertile per lodevoli progetti di varia natura. In particolare questa disciplina si presta a progetti di socializzazione, ma anche e soprattutto di integrazione. Naturalmente non è così scontato e frequente dato che alle già molteplici attitudini del longeur ne vanno aggiunte ancora altre che possano coprire anche la funzione di mediatore in contesti in cui sia presente la disabilità ed il disagio sociale. Nello specifico questo è l’esatto compito del dipartimento Discipline Integrate di ASI Sport Equestri che comprende al suo interno 3 discipline con cui espletare le proprie finalità di inclusione: il Dressage, la Gimkana e, appunto, il Volteggio. Nella disciplina del Volteggio non molte sono le società in grado di occuparsi anche del lato di integrazione oltre che di quello sportivo, ma alcune virtuose realtà danno lustro al settore nel suo intero. Un esempio di questo è stato dato pubblicamente nella manifestazione del 28 aprile presso l’ippodromo romano delle Capannelle; nel corso delle celebrazioni per le corse del Dubai Day è stato dato ampio spazio ad una dimostrazione di Volteggio che ha messo in campo sia momenti tradizionali della disciplina con squadre di diverso livello, sia momenti di inclusione con squadre integrate. Protagonista delle performances in questo caso è stata la società ASI Sport Equestri Il Sagittario che, attraverso il suo longeur, Mauro Benvenuti, ha mostrato al folto pubblico presente il vero significato della valenza inclusiva dello sport. Le squadre integrate presentate hanno visto la collaborazione di atleti diversamente abili con atleti normodotati che hanno mostrato tra loro perfetta collaborazione e mutuo aiuto ed hanno offerto un esempio di sport come superbo veicolo sociale. Non sono mancate naturalmente anche all’interno delle squadre integrate le evoluzioni ginniche che hanno a loro volta mostrato che l’aspetto di inclusione non prescinde comunque da quello sportivo.

Impagabile quindi la valenza educativa dell’intervento accanto ai valori di integrazione e di sport. Aggiungiamo dunque al Volteggio ancora una sfaccettatura alle mille già conosciute e quest’ultimo tassello costituisce quel valore aggiunto che fa dello sport uno strumento educativo insostituibile.